2016/02/26

1971/02/26: Termina la quarantena degli astronauti di Apollo 14

L’equipaggio di Apollo 14 conclude oggi la propria quarantena precauzionale, concepita per gestire il rischio (assai improbabile) di contaminazione con ipotetici germi lunari. Le missioni lunari successive faranno a meno di questo periodo di isolamento.

2016/02/19

1971/02/19: Il settimanale "Epoca" pubblica le prime foto scattate sulla Luna da Apollo 14

La copertina del settimanale "EPOCA" dedicata all'impresa di Apollo 14


Il servizio interno del settimanale con le prime foto scattate sulla Luna








La copertina del settimanale francese "PARIS MATCH"

2016/02/11

1971/02/11: L'inizio della quarantena / Epilogo


Arriveranno venerdì notte
Attesi a Houston gli eroi lunari
Gli astronauti hanno telefonato ai familiari - Tutti e tre sono in perfetta salute - L'età delle rocce prelevate nella fossa di Fra Mauro non dovrebbe essere inferiore ai 4 miliardi di anni

(Dal nostro inviato speciale) Houston, 10 febbraio. "E' proprio facile sorridere ora", ha detto ieri sera, raggiante, la signora Louise Mitchell, mentre con le lacrime agli occhi, in casa, circondata dai parenti e dagli amici stava guardando alla televisione il suo Edgar di ritorno dalla Luna con Alan Shepard e Stuart Roosa entrare con passo deciso dentro il carrozzone della quarantena a bordo della portaerei New Orleans, ormai al sicuro sul nostro pianeta. Erano con lei anche gli astronauti Fred Haise e il secondo "pedone lunare" della storia Edwin Aldrin con le rispettive mogli, tutti fieri, tutti entusiasti. "E' stato il più bel ritorno dallo spazio che abbia mai visto fino ad ora", ha aggiunto la signora Louise.

Non diverse le espressioni che sono state colte in casa Roosa e in casa Shepard. La moglie di quest'ultimo ha voluto sottolineare la tenacia, la determinazione e gli sforzi di Alan per mantenersi in forma e per smentire in pieno quelli che ritenevano 47 anni una età troppo avanzata per andare sulla Luna. Gli astronauti hanno telefonato alle famiglie scambiando con le mogli mille affettuosità; Roosa fra l'altro ha chiesto alla sua Joan di fargli trovare pronto, per quando arriverà a casa, uno dei suoi sandwich preferiti a base di salsiccia e cipolla ed ha anche chiesto di tenergli in frigo una buona birra.

Da questi discorsi si capisce che gli eroi della Luna, dopo tante avventure, sono tornati normali esseri terrestri con i loro desideri grandi e piccoli, compresi quelli suscitati dal ricordo di una birra e di una salsiccia. I tre uomini dell'Apollo 14 sono risultati in perfetta salute e hanno tenuto a precisare ai medici - come già avevano fatto nel corso del loro viaggio - che non hanno avuto bisogno nemmeno di una pillola delle tante che avevano a disposizione. La portaerei New Orleans, con il suo prezioso carico, sta ora viaggiando velocemente verso le Isole Samoa. Vi arriverà domani in giornata. Un elicottero preleverà il carrozzone della quarantena con dentro gli astronauti e lo depositerà a terra. Da qui il viaggio proseguirà in aereo fino a Houston dove Shepard e suoi compagni sono attesi per le 0:30 di venerdì notte (ora del Texas).

Intanto, sempre qui a Houston, stamani è stata mostrata ai giornalisti, in uno dei simulatori lunari, come si svolgerà la prossima missione dell'Apollo 15 che verrà realizzata nel luglio prossimo. Gli astronauti David Scott, James Irwin, che scenderanno sulla Luna nella zona compresa fra la cosiddetta catena degli Appennini e l'Hadley Rille, mentre il loro compagno di avventura Alfred M. Worden rimarrà in orbita ad attenderli, ci hanno fatto vedere come manovreranno la loro straordinaria Jeep lunare.

Questa macchina è un curioso veicolo a quattro ruote azionato elettricamente. Ha due posti. Le sue ruote non sono di gomma, ma di una speciale rete metallica che offre un sufficiente attrito per muoversi senza scivolare e, nello stesso tempo, molleggia come i pneumatici. La velocità del veicolo può raggiungere i 15 chilometri all'ora con una autonomia di una ottantina di chilometri.

L'Apollo 15 porterà a compimento una serie di esperimenti senza precedenti. Intanto vi saranno tre attività extra-veicolari sulla Luna anziché due, come è avvenuto finora; l'intera missione durerà da 12 a 15 giorni, mentre dall'orbita lunare Alfred Worden farà partire dal suo veicolo un satellite automatico che girerà intorno alla Luna per oltre un anno, per compiere una serie impressionante di esperimenti.

A proposito dei programmi futuri, la notte scorsa, poco dopo lo splash-down dell'Apollo 14, il direttore ad interim della NASA dottor Law, dopo aver rilevato che Shepard, Mitchell e Roosa hanno portato a compimento un lavoro senza precedenti che nessuna macchina, per quanto perfezionata, sarebbe in grado di svolgere, ha detto che entro il 1972 il programma Apollo dovrà essere compiuto.

Dopo il programma Apollo si passerà alla fase realizzativa degli Skylab: i laboratori del cielo, preludio alle stazioni orbitanti in permanenza intorno alla Terra, dentro le quali lavoreranno gruppi numerosi di scienziati e di tecnici. Contemporaneamente dovranno entrare in funzione le "Space Shuttles", le navette dello spazio, che faranno la spola dalla Terra al cosmo attraversando l'atmosfera come aerei, comportandosi nello spazio come razzi e tornando sul nostro pianeta ad atterrare su pista al pari degli attuali aviogetti di linea.

Intanto qui a Houston gli scienziati hanno già tutto pronto per le prime analisi delle rocce di Fra Mauro che stanno arrivando. Dalle descrizioni fornite da Shepard e dai suoi compagni si pensa proprio che essi siano riusciti a portare a casa le pietre provenienti dagli strati più profondi del globo lunare la cui età dovrebbe essere non inferiore ai 4 miliardi di anni.

(Giancarlo Masini)



Epilogo (2016/02/15)


Le missioni di esplorazione della Luna con equipaggi si sono concluse a dicembre del 1972 con Apollo 17. Da allora nessun essere umano ha più camminato sulla Luna. Le impronte di Alan Shepard e Ed Mitchell giacciono indisturbate e silenziose sulla superficie lunare da ormai 45 anni. Nel 2009 la sonda di ricognizione Lunar Reconnaissance Orbiter ha iniziato una mappatura dettagliatissima della Luna e ha fotografato anche i siti degli allunaggi, portando la prima osservazione diretta dello stato attuale delle tracce di Apollo 14 sulla Luna.

Il sito di atterraggio di Apollo 14 fotografato dalla sonda
lunare LRO della NASA il 25 gennaio 2011




I tre membri dell’equipaggio di Apollo 14 non sono più con noi: Roosa è morto nel 1994, Shepard nel 1998 e Mitchell nel 2016. Ma il ricordo di quel viaggio straordinario resta.

Il modulo di comando di Apollo 14, unica parte del gigantesco razzo Saturn V a tornare dalla Luna, è attualmente al Kennedy Space Center, in Florida.

Credit: Rick Mulheirn

2016/02/10

1971/02/10: Le prime pagine dei quotidiani italiani sul rientro di Apollo 14

"La Stampa"


"Il Corriere della Sera"


"Il Resto del Carlino"


"L'Unità"


"Paese Sera"

1971/02/09 22:04 IT: Ammaraggio e recupero sulla portaerei "New Orleans"

Il grande viaggio di Apollo 14, che ha segnato il ritorno americano e dell'uomo sulla Luna, volge ormai al termine.

Svegliati alle 13:25 ora italiana dall'astronauta Fred Haise (uno dei protagonisti della sfortunata missione Apollo 13), gli astronauti Alan Shepard, Edgar Mitchell e Stuart Roosa, dopo aver consumato un'abbondante colazione, vengono informati dal Centro di controllo di Houston dell'annullamento della correzione di rotta, prevista nell'originale piano di volo.

La navicella spaziale si trova in questo momento a poco più di centomila chilometri dalla Terra. Il pianeta azzurro che i tre valorosi uomini della Nasa hanno lasciato domenica 31 gennaio si fa sempre più vicino.

Alle 21:35, pochi minuti prima di iniziare il tuffo nell'atmosfera, il modulo di comando con a bordo i tre astronauti e il prezioso e ricco "bottino" lunare proveniente dalla zona di Fra Mauro si distacca dal modulo di servizio.

Alle 21:47, alla velocità di quasi 40 mila chilometri orari, avviene l'ingresso nello stretto corridoio nell'atmosfera: ha inizio il "blackout" nelle comunicazioni radio tra la capsula e la Terra.

Dopo quattro minuti di silenzio viene ripristinato il collegamento tra la nave di recupero e la capsula. La prima voce a giungere a terra ai controllori di volo è quella del comandante Shepard: "Arriviamo!".

Alle 21:59 ora italiana, tutti i paesi collegati in diretta televisiva assistono allo spettacolare dispiegamento dei tre grandi paracadute bianchi e rossi.

Alle 22:04 avviene il perfetto "splashdown" nelle acque del Pacifico, a 1500 chilometri circa dall'isola di Samoa.

Il viaggio alla Luna di Apollo 14 si conclude in maniera trionfale: i tre astronauti, usciti uno alla volta dalla capsula e trasportati con l'elicottero verso la portaerei, dentro ad un "gabbione", appaiono in buone condizioni di salute, per nulla stanchi ed affaticati.

Per loro inizierà ora un periodo di isolamento, come è accaduto agli equipaggi precedenti tornati dalla Luna, in cui racconteranno agli scienziati e ai tecnici della Nasa passo per passo la straordinaria avventura nel cosmo.

Tempo ufficiale della terza spedizione umana sulla Luna: 215 ore, un minuto e 58 secondi.


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2016/02/09

1971/02/09: Il giorno del rientro nei quotidiani italiani

Dalla prima pagina del quotidiano "La Notte"


Dalla seconda pagina del quotidiano "La Notte"


Dalla prima pagina de "Il Corriere d'Informazione" 


Il servizio a pagina 9 su "Il Corriere d'Informazione"


I programmi televisivi di martedì 9 febbraio 1971. Spicca la diretta televisiva e radiofonica sul rientro di Apollo 14.

1971/02/08: Ritorno verso la Terra

Il quotidiano milanese "La Notte", con uscita pomeridiana, ragguaglia i lettori italiani sulle ultime notizie del volo di "Apollo 14".



(Nostro servizio). Lasciata la Luna, mentre i tre astronauti dell'"Apollo 14" continuano il loro viaggio di ritorno verso la Terra, nel Pacifico meridionale fervono già i preparativi per il recupero della navicella, che ammarerà domani martedì 9 febbraio alle 22.03 ora italiana.

I meteorologi prevedono che per l'orario previsto dell'ammaraggio si avrà nella zona del recupero una temperatura fra i 24 e i 30 gradi centigradi, con onde di uno o due metri, ossia condizioni buone per questo tipo di operazioni.

Approfittando della loro navigazione spaziale in assenza di peso, Shepard, Mitchell e Roosa stanno conducendo esperimenti che un giorno potranno essere di grande utilità pratica per l'uomo.

Dall'inizio dei programmi spaziali americani oltre dieci anni fa, scienziati e tecnici sono sempre stati allettati dalla possibilità che la mancanza di gravità offra il modo di semplificare certi processi produttivi. Tali realizzazioni potrebbero essere attuate nelle stazioni spaziali orbitanti attorno alla terra nel futuro, dove vi sarà maggiore disponibilità di spazio e di attrezzature che non su un'astronave costruita per andare sulla Luna.

Durante queste ore che li separano dal rientro a terra, i tre astronauti di "Apollo" effettueranno quattro interessanti esperimenti.

Uno interessa il movimento dei composti biologici come proteine attraverso un mezzo liquido, un processo che viene chiamato elettroforesi. Si tratta di applicare un campo magnetico ad una soluzione di componenti biologici, costringendo così alcuni ad un processo di accelerazione rispetto ad altri, rendendo più facile la separazione. Questo processo viene usato ad esempio per la produzione di vaccini, ma sulla terra si ha una interferenza della gravità.

Sarà inoltre studiato il movimento dei coloranti organici, dell'emoglobine del sangue e dell'acido desossiribonucleico (Dna) utilizzando una cinepresa per filmare il movimento dei componenti attraverso un mezzo liquido.

Gli astronauti dovranno anche accertare gli effetti della mancanza di peso sui movimenti convettivi dei fluidi, acqua, acqua zuccherata e anidride carbonica. Speciali misuratori di temperatura nei fluidi accerteranno come il calore si sposti attraverso ogni soluzione e il movimento verrà fotografato.

I risultati saranno studiati per accertare la fattibilità di diversi processi produttivi nello spazio e per decidere quali saranno gli esperimenti futuri in assenza di gravità.

In un terzo esperimento saranno studiati gli effetti della mancanza di peso sulla lavorazione dei metalli e dei materiali rafforzati mediante l'inserimento di fibre.

Un ultimo esperimento prevede il deflusso di liquidi da un contenitore a un altro in quanto i tecnici e gli scienziati vogliono accertare gli effetti della forma e della presenza di tramezzi all'interno di serbatoi, sul movimento dei liquidi nello spazio. Questi dati saranno molto utili per progettare i futuri sistemi di rifornimento spaziale.

Intanto il volo di ritorno procede regolarmente. Alle 8:23 di questa mattina ora italiana, "Apollo 14" si trovava a circa 274.480 chilometri dalla Terra e viaggiava ad una velocità di 4.590 chilometri orari.

Al termine di un collegamento in diretta TV dedicata alla serie di esperimenti scientifici, effettuati dai tre astronauti, il comandante della missione, Alan Shepard, ha dichiarato: "Noi ci ricordiamo, mentre guardiamo questa falce scintillante che è la Terra, che laggiù continuano dei combattimenti. Noi ci ricordiamo che degli uomini i quali sono partiti per il Vietnam non ne sono ritornati e che altri sono ancora detenuti laggiù come prigionieri. Il nostro desiderio, questa sera, è - ha proseguito Shepard - di poter contribuire in un modo particolare, grazie al nostro programma spaziale, a migliorare la comprensione e la pace in tutto il mondo".

2016/02/07

1971/02/07: Ultime foto dalla Luna e l'addio al satellite



Dopo il felice aggancio in orbita lunare tra "Antares" e "Kitty Hawk", Shepard e Mitchell sono di nuovo insieme a Roosa con il loro prezioso bottino: ben 42 chilogrammi di rocce e polvere proveniente da un mondo lontano 384 mila chilometri.
 
Alle 1:47 ora italiana, la parte superiore del "Lem" viene sganciata e alle 2:37 viene acceso il motore principale del modulo di comando dando addio alla Luna e imboccando la giusta strada verso il nostro pianeta.
 
Dopo una lunga e faticosa giornata, alle 3:30 i tre astronauti di "Apollo 14" possono finalmente godere del giusto riposo. Il loro sonno dura circa sette ore. Al loro risveglio iniziano una serie di controlli su tutta la strumentazione di bordo.
 
Alle 19:38, tramite i razzi direzionali, avviene una leggera correzione di rotta per assicurare alla navicella spaziale con il suo carico umano a bordo un sicuro e tranquillo ammaraggio nelle acque dell'Oceano Pacifico.
 
 
 
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1971/02/07: La seconda giornata lunare di Shepard e Mitchell su "La Stampa"



I tre uomini dell'Apollo sulla via del ritorno

PERFETTO AGGANCIO IN ORBITA

Quasi dieci ore di esplorazione lunare: durante la seconda escursione gli astronauti hanno iniziato la scalata d'un cratere - Sono arrivati a 259 metri dalla vetta, ansando e sudando, trascinandosi il "carretto" con le pietre - I loro cuori battevano 150 colpi il minuto - Da terra il dottore ordina: "Abbandonate la scalata, esistono limiti alle possibilità umane" - Poco dopo alle 19,47, il decollo dal satellite - Alle 21,35 l'incontro con la navicella-madre e il trasbordo.

(Dal nostro corrispondente) New York, 6 febbraio. Questa notte, "Apollo 14" è sulla via del ritorno. Il terzo sbarco dell'uomo sulla Luna, il più contrastato ma anche il più remunerativo, si è concluso felicemente. Alle 21.35 ore italiane, il modulo "Antares" con Shepard e Mitchell a bordo s'è agganciato alla cabina "Kitty Hawk" pilotata da Roosa. La manovra di nuovo tipo, mai tentata nello spazio, è riuscita al primo tentativo. Il "Lem" s'è portato in orbita alle 20, quasi 13 minuti dopo la partenza dalla superficie selenica, a circa 200 chilometri di distanza dalla nave madre.

Per trentatré minuti, entrambi i vascelli sono stati nascosti dal satellite, senza comunicazioni radio col Centro spaziale di Houston. Quando sono riapparsi, erano entrambi in fase di frenaggio. L'aggancio è avvenuto alla fine della prima orbita, anziché della seconda come di consueto. La sonda che lunedì scorso non aveva funzionato è regolarmente scattata al contatto. Alle 1,43 di stanotte, la nave-madre scaglia il "Lem"-vuoto- sulla Luna, e alle 2,37 abbandona l'orbita alla volta della Terra. Shepard, Mitchell e Roosa ammareranno nel Pacifico martedì alle 22.03.

In queste missioni c'è sempre del pericolo. Ieri sera sembrava che lo "scafandro" di Mitchell perdesse ossigeno, stasera quando il "Lem" s'è alzato dalla Luna, lo stesso Shepard ha temuto che salisse troppo lentamente. E' nella logica del progresso che ogni grande salto sia accompagnato dalla "suspense". L'impresa dell'"Apollo 14" è costata 250 miliardi di lire, ma ha cancellato i dubbi sorti dal dramma dell'"Apollo 13", semidistrutto nello spazio da una esplosione lo scorso aprile.

Al momento in cui il "Lem" s'è avvicinato questa sera alla cabina per l'aggancio in orbita, Roosa ha esclamato: "Cosa fate lì fuori, uomini senza paura?". E alludendo alla perdita della piattaforma, lasciata da "Antares" sulla Luna: "Mi pare che siate un po' dimagriti".

L'aggancio è da manuale, nonostante qualche istante d'ansia. Il modulo si presenta al rendez-vous con una parete inferiore danneggiata. Ma non è nulla di grave.

"Siamo a circa trenta metri, ti aspettiamo", dice Shepard. "Vi vedo alla televisione" risponde Roosa. "Do un colpo d'acceleratore e m'avvicino". "Va bene, sii soffice" ribatte il comandante.

"Attendete" interviene il Centro di controllo di Houston. "Non vi vediamo più". E' un'antenna messa male. Il difetto è subito individuato. "O.K. per l'aggancio" annuncia finalmente Houston.

"L'ho presa" grida Shepard. E di nuovo: "Aggancio normale" (hard docking). Congratulazioni, evviva, risuonano alla radio. L'impresa può dirsi coronata da successo. È la degna conclusione di 24 ore entusiasmanti.

La giornata incomincia in anticipo. Anziché alle 7.48, Shepard e Mitchell si fanno risvegliare alle 6.29 dopo otto ore di sonno. Al Centro Spaziale di Houston, il dottor Charles Berry, che ne controlla il metabolismo, è compiaciuto. "Sebbene il Lem sia molto scomodo -dice - hanno riposato meglio di tutti gli astronauti che li hanno preceduti. Non hanno avuto neppure bisogni di sonniferi". Il medico è soddisfatto anche perché, nell'escursione di ieri, Shepard e Mitchell hanno consumato il 20 per cento di energia in meno del previsto. "La fuga d'ossigeno dallo scafandro di Mitchell che ci ha tanto allarmato stanotte - aggiunge - è risultata trascurabile. Tutto sommato, anche oggi i nostri due amici potranno compiere una passeggiata di quattro ore e mezzo". E' un record: 9 ore e 30 minuti complessivi per Shepard e 8 ore e 24 minuti per Mitchell, contro le precedenti 7 ore 51 minuti di Conrad nel novembre 1969.

Eccitati, scherzando, Shepard e Mitchell si vestono. Chiedono di uscire subito dal modulo, e Houston da loro il permesso. Shepard scende dalla scaletta alle 9.20, due ore prima del previsto, Mitchell lo segue 4 minuti più tardi. Il Sole illumina la scena, la Terra brilla in lontananza: "Casa, dolce casa, lascia che ti fotografi!", esclama Mitchell. Shepard traffica col carrello per il trasporto delle pietre: "Dobbiamo vincere una scommessa", rammenta al collega, guardando il cratere del cono, che si trova a 1000 metri circa di distanza. I due astronauti vogliono raggiungere la vetta vulcanica, superando un dislivello di 150 metri. E' l'epicentro di Fra Mauro.

Shepard e Mitchell si incamminano. Percorrono facilmente i primi 200 metri, poi la salita si fa dura. Spingendo e sollevando il carrello, aggirano e scavalcano rocce enormi. Ansimano, sudano, il ritmo delle loro pulsazioni si accelera, e la temperatura all'interno dello scafandro sale. Passa mezz'ora, un'ora. "Alan, non è meglio che ci riposiamo un po'?" chiede Mitchell.

Il comandante fa cenno di si, e i due si fermano. Al Centro spaziale di Houston, il dottor Berry scuote il capo. "Dovrò farli tornare indietro", dice preoccupato. Gli astronauti riprendono la lenta marcia. Seicento metri, settecento, ottocento. "Non ce la faremo", esclama. "No, dobbiamo riuscirci", protesta Mitchell con voce soffocata.

I due uomini non lo sanno, ma i battiti del loro cuore sono saliti da 84 per Shepard e 90 per Mitchell a oltre 150 al minuto: inoltre la temperatura dell'abito di Shepard ha superato i 28 gradi e quella dell'abito di Mitchell i 23 contro i normali 16-18. Altri astronauti, sulla Luna, hanno fatto registrare fino a 160 pulsazioni, però per sforzi più brevi. Lo sforzo di Mitchell è troppo prolungato e pericoloso. "Vi sono dei limiti alle capacità umane. Abbandonate la scalata", comanda il dottor Berry. "Ma siamo a due passi dalla cima", grida Mitchell con un gesto di amarezza. "E' un ordine" osserva riservato Shepard. Mancano si e no 259 metri al cratere, i due uomini hanno coperto i tre quarti del percorso, anche questo è un record, nessuno si è mai allontanato tanto dal "Lem". "Ragionate, ragazzi", dicono da Houston.

Alle 12 Shepard e Mitchell ritornano sui loro passi. Il dottor Berry controlla i suoi strumenti con apprensione. "Hanno consumato troppo ossigeno, bisognerà che rientrino nel modulo un quarto d'ora prima" sottolinea. Nella discesa i battiti del cuore di Shepard diminuiscono a 133 al minuto, quelli di Mitchell a 119. "State migliorando" li informano da Houston. "Sfido, l'inclinazione del terreno è un po' diversa" ribatte Shepard. I due astronauti hanno già riacquistato il buon umore.

Poco prima di salire la scaletta, alle 13.30, il comandante fa una sorpresa a tutti. Estrae dal carrello due palline da golf, adatta una specie di cucchiaio all'estremità di un'asta di metallo, trasformandola in una mazza. "Ecco una cosa che gli americani conoscono bene" esclama ridendo. E con una mano sola, per questione di equilibrio sferra due colpi: "What a drive, it's going for miles" commenta, lanciando poi l'asta come un giavellotto.

Al Centro spaziale di Houston scoppia un applauso. Shepard e Mitchell hanno perso la scommessa sul cratere del cono ma sono riusciti a portarsi dietro le palline da golf, impresa fallita da altri colleghi. Il fatto che la loro esplorazione sia rimasta incompiuta non turba gli scienziati. Dichiara il direttore del reparto di geochimica di Houston, Robin Brett: "Sarebbe stato meglio se avessero visitato quel vulcano spento. Ma il materiale da essi raccolto nella scalata è ugualmente straordinario: 50 chili, il bottino di Apollo 11 e Apollo 12 insieme. Inoltre la descrizione che ci hanno fornito del posto, gli esperimenti compiuti (hanno fatto precipitare dei macigni in basso) sono stati superiori ad ogni aspettativa".

2016/02/06

1971/02/06 09:20 IT: Seconda "passeggiata" e ripartenza dalla Luna

Anticipando la seconda uscita sulla Luna rispetto al programma di volo originale (11:30 ora italiana), alle 9:20 Alan Shepard ridiscende già i nove scalini di "Antares", seguito pochi minuti dopo da Edgar Mitchell.

Ha inizio la seconda attività extra-veicolare del quinto e sesto uomo a calcare la superficie del satellite naturale della Terra. Anche la seconda passeggiata, come la prima, degli astronauti di Apollo 14, viene seguita in diretta TV da tutto il mondo.

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La falce in cielo non è la Luna: è la Terra. Foto AS14-64-9197, scansione JSC


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Da dietro la collinetta sporge solo la parte superiore del LM.
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La seconda escursione dei due astronauti nella zona di Fra Mauro termina dopo quattro e trentacinque minuti dal suo inizio. In totale, con le due "passeggiate", Shepard e Mitchell hanno trascorso quasi dieci ore all'esterno sulla superficie lunare: un record.

Unico rammarico per i due è non essere riusciti a raggiungere uno degli obiettivi principali della missione: scalare il Cone Crater per raccogliere campioni utili per una maggiore conoscenza delle origini e della formazione del nostro satellite.


I due zaini di sopravvivenza non servono più e sono stati buttati fuori dall’abitacolo: si vedono a sinistra in questa foto scattata all'interno di "Antares" al termine della seconda "EVA" AS14-66-9338, scansione JSC


Altro scatto fotografico dall'interno del modulo lunare Foto AS14-66-9340, scansione JSC


Rientrati nel Lem e dopo essersi liberati dalle pesanti e ingombranti tute, i due protagonisti della terza spedizione umana sulla Luna si preparano a lasciare il satellite dove hanno soggiornato per due giorni.

Dopo un breve riposo ed un buon pasto, alle 19:47 ora italiana Shepard e Mitchell dicono addio alla Luna. Alle 21:35, dopo un lungo inseguimento, avviene l'aggancio tra le due navicelle, questa volta senza la "suspense" della volta scorsa. Tutto ha funzionato alla perfezione: i tre astronauti sono di nuovo insieme.

Le operazioni successive vedranno nella notte ora italiana il rilascio della parte superiore del Lem "Antares", che sarà scagliato sulla superficie della Luna, e successivamente l'accensione del motore principale dell'Apollo per l'abbandono definitivo dell'orbita lunare.