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2016/02/05

1971/02/05 15:43 IT (08:43 HO): Viene aperto il portello di "Antares": ha inizio la discesa sulla Luna di Shepard e Mitchell

Sono le 15:53 ora italiana. Alan Shepard dalla scaletta del LEM accende la telecamera posizionata in un comparto dello stadio di discesa di "Antares". Ha inizio la diretta TV della prima escursione sul suolo di Fra Mauro del quinto e sesto uomo ad esplorare nella storia dell'umanità la Luna. Sono trascorse 113 ore e cinquanta minuti dall'inizio della missione.

 

1971/02/05: L'arrivo del modulo lunare "Antares" sulla Luna nella edizione pomeridiana di "Stampa Sera"

Sono trascorse solo poche ore dall'arrivo di Alan Shepard e Edgar Mitchell nei pressi della zona collinosa di Fra Mauro. Mentre i due astronauti si stanno preparando, a 384.000 chilometri di distanza dalla Terra, alla loro prima escursione sul suolo lunare, il quotidiano con uscita pomeridiana "Stampa Sera" descrive i momenti di emozione e di tensione che hanno preceduto il successo dell'allunaggio.


La prima e la seconda pagina del quotidiano "Stampa Sera" uscito il pomeriggio del 5 febbraio 1971 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).


LUNA SIAMO QUI! 

Ore 10,18:arrivati

Shepard: "Fantastico!"

Nostro servizio Houston, venerdì sera. Ore 10,18: il "Lem-Antares" di Shepard e Mitchell si è posato sulla Luna, nella zona di Fra Mauro. "Okay, ce l'abbiamo fatta - ha urlato Mitchell, e il comandante Shepard ha aggiunto: "E' fantastico!". E' un'altra storica giornata per l'umanità, la terza spedizione umana ha raggiunto la Luna dopo la "conquista" di Armstrong e Aldrin il 20 luglio '69 e il secondo sbarco di Conrad e Bean il 19 novembre.

L'emozione al Centro spaziale di Houston e in tutti gli Stati Uniti è enorme. Il fallimento della terza impresa lunare, quella di "Apollo 13", nell'aprile dell'anno passato, ha fatto convergere su questa missione l'attenzione di tutto il mondo, creando un clima di suspense e anche di polemiche. Oggi tutte le incertezze, tutti i dubbi sono scomparsi di fronte a questo nuovo successo.

Le ultime fasi della spedizione sono state emozionatissime. A un'ora e mezzo dal "tuffo" decisivo verso l'altopiano di Fra Mauro una spia luminosa nell'elaboratore del "Lem" ha rischiato di far annullare all'ultimo momento l'allunaggio creando momenti di tensione a bordo del modulo-lunare e al Centro spaziale di Houston.

Dopo febbrili consultazioni con gli scienziati dell'Istituto di Tecnologia del Massachusetts, i tecnici hanno accertato che l'interruttore che avrebbe rilanciato automaticamente in orbita lunare il "Lem" non era nella posizione di funzionamento. Il falso segnale di allarme si è manifestato per tre volte ed è scomparso dopo che gli astronauti hanno dato un colpetto all'interruttore. Shepard e Mitchell hanno ricevuto istruzioni di mutare la programmazione dell'elaboratore elettronico subito dopo l'accensione del motore di discesa sulla Luna per evitare che scattasse automaticamente il sistema di annullamento della missione e di risalita d'emergenza. I controllori autorizzavano successivamente la discesa sul suolo lunare.

La giornata decisiva per la positiva riuscita della missione è iniziata per l'equipaggio di "Apollo 14" alle 0,39 (ora italiana) quando Shepard, Roosa e Mitchell si sono risvegliati e hanno iniziato le complesse operazioni di controllo e di verifica degli strumenti di bordo.

I due astronauti destinati alla discesa sulla Luna, il comandante della spedizione Shepard e il pilota del modulo lunare Mitchell, sono entrati nel "Lem-Antares" alle 3,13 di questa mattina, lasciando Roosa alla guida del modulo di comando. Prima che i due prendessero posto sulla navicella, il Centro di Houston ha ordinato un nuovo controllo della batteria n.5 dell' "Antares" (quella nella quale si è registrata una perdita di voltaggio) informando Shepard e Mitchell che l'atterraggio sulla Luna sarebbe stato annullato se si fosse riscontrata nella batteria una diminuzione di tensione di 1,8 volt. Come è noto il "Lem" può decollare dalla Luna anche solo con una batteria ma gli scienziati richiedono che tutte le batterie a bordo siano perfettamente funzionanti.

La verifica è stata soddisfacente, Mitchell ha riferito che la tensione della batteria "sospetta" è rimasta inalterata rispetto al precedente controllo. Dalla base di Houston i tecnici hanno risposto che per quanto li riguarda le batterie sono in buono stato di funzionamento. Cadeva l'ultimo motivo di incertezza.

La separazione fra i due moduli è avvenuta alle 5,51: Shepard e Mitchell hanno provocato lo sganciamento dei chiavistelli che univano il "Lem" alla cabina-madre mentre Roosa azionava i piccoli razzi direzionali facendo indietreggiare il modulo di comando ad una velocità di trenta centimetri al secondo. La manovra di distacco è avvenuta perfettamente, durante la dodicesima orbita lunare.

Roosa ha iniziato così la sua solitaria permanenza spaziale attorno alla Luna che durerà quaranta ore fino al momento del ritorno del "Lem". "Siete magnifici la fuori!", ha detto Roosa ai due compagni a bordo del modulo lunare che si stava separando dalla cabina madre. La riuscita della manovra ha provocato un fragoroso "evviva" nella grande sala del Centro di controllo di Houston.

Qualche minuto dopo le 7, Roosa ha azionato i razzi di direzione ed è uscito dall'orbita ellittica in cui si trovava allontanandosi sempre più da "Antares". La manovra è avvenuta mentre il modulo-comando si trovava dietro la faccia nascosta della Luna e la conferma che tutto era andato bene si è avuta a terra soltanto dopo una mezz'ora. La navicella si è inserita in un'orbita di parcheggio quasi circolare in cui attenderà il ritorno del "Lem". La nuova ellittica del modulo-comando ha un'apogeo di 117 chilometri e un perigeo di 113.

Mentre Roosa si allontanava sempre più, il modulo lunare di Shepard e Mitchell ha dovuto compiere due orbite prima di iniziare la discesa. A bordo, il comandante Shepard ha comunicato eccitatissimo di aver scorto il punto esatto di Fra Mauro prescelto per l'atterraggio. "Ho localizzato un gruppetto di crateri. Sono loro, sono proprio dove dovevano essere, li ho trovati. Evviva, sono proprio sotto di noi!".

Il "Lem" è uscito dall'orbita lunare alle 10,05 (ora italiana) mentre si trovava a 17 chilometri dal suolo. Poco dopo l'accensione del motore, Mitchell ha comunicato: "Ok, stiamo venendo giù, è una magnifica discesa!". La navicella viaggiava in quel momento a circa seimila chilometri orari, l'accensione del motore di discesa ha frenato gradatamente la velocità di caduta.

A causa delle difficoltà registrate nell'elaboratore elettronico, Shepard ha assunto manualmente la guida del "Lem", mentre Mitchell al suo fianco controllava i dati relativi alla quota e alla velocità.

Le ultime parole di Mitchell prima di toccare il suolo lunare sono: "C'è un mucchio di polvere, è straordinario, scendiamo bene, siamo a dieci piedi - poi, dopo qualche attimo, alle 10,18 - contatto, ci siamo!". Il "Lem" ha toccato la Luna dapprima con le sonde che sporgono sulla faccia inferiore del carrello di atterraggio. A questo punto si è spento il motore. La navicella si è posata nel punto previsto su un declivio con una pendenza di circa otto gradi. La fase di discesa è stata un po' più lunga del previsto, il "Lem" è arrivato a Fra Mauro con un minuto e dodici secondi di ritardo.

Gli astronauti sono stati autorizzati da Houston a rimanere sulla luna dopo aver comunicato al Centro i dati rilevati dagli strumenti di bordo. Se ci fosse stato qualcosa di anormale, "Antares" sarebbe stato fatto ripartire immediatamente.

Mitchell e Shepard durante la loro permanenza sulla Luna, che si protrarrà per 33 ore e mezza, effettueranno due "passeggiate" di quattro-cinque ore l'una. La prima che avrà luogo oggi pomeriggio, alle 14,50 (ora italiana) quando Shepard scenderà dalla scaletta e poserà il suo piede sulla Luna. Sarà il quinto nella storia dell'umanità a camminare sul nostro satellite, dopo Armstrong, Aldrin, Conrad e Bean.

Dopo qualche minuto il comandante di "Apollo 14" sarà raggiunto da Mitchell che lo aiuterà nella raccolta di campioni lunari e nell'effettuazione degli esperimenti stabiliti. L'altra è in programma domani alle 11, 40.     (r.s.) 

 

Ai tecnici di Houston

Shepard: "Avete salvato la missione"

Houston, venerdì sera. L'inconveniente al calcolatore del modulo lunare, verificatosi prima dell'inizio della manovra di discesa, ha fatto vivere momenti di grande trepidazione ai dirigenti del programma spaziale e ha impegnato a fondo gli astronauti. Se l'emissione di falsi segnali fosse avvenuta durante la discesa, il calcolatore del modulo avrebbe automaticamente ordinato l'accensione del motore, per allontanare "Antares" dalla Luna.

Jerry Griffin, del centro di controllo, ha detto a una conferenza stampa tenuta dopo l'atterraggio: "Non era facile portare il Lem sulla superficie lunare a causa di questo inconveniente. Abbiamo trovato una soluzione davvero sbalorditiva. Gli esperti dell'Istituto di tecnologia del Massachusetts si sono rimboccati le maniche e in quattro ore hanno compiuto un'impresa fantastica, permettendoci di risolvere un problema molto grave". Griffin ha detto che la soluzione è stata trovata quando mancavano appena dieci minuti all'inizio della manovra di discesa.

"Avete fatto un gran lavoro per il problema del calcolatore", ha detto Mitchell al centro di controllo dopo l'atterraggio. "Questo ha davvero salvato la missione", ha aggiunto Shepard. (Associated Press)

1971/02/05: Il giorno del ritorno all'esplorazione della Luna da parte dell'uomo sulla stampa italiana

Apollo 14 è in orbita lunare: dalla prima pagina de "La Stampa" di venerdì 5 febbraio 1971 (Dalla collezione personale di Gianluca Atti).


Lo sbarco alle 10,16; nel pomeriggio la prima passeggiata

Oggi scendono sulla Luna

L'astronave Apollo ha compiuto una correzione di rotta, ora è in orbita attorno al Satellite ad una quota minima di 18 chilometri - Shepard esclama: "E' fantastico, non ho mai visto un paesaggio così selvaggio e desolato" - Anche la batteria, che aveva avuto un abbassamento di tensione funziona bene - Viva attesa per gli esperimenti scientifici

(Dal nostro corrispondente) New York, 4 febbraio. "Ci siamo". Con questo grido di gioia, il comandante Shepard ha oggi annunciato l'ingresso dell'Apollo 14 nell'orbita di discesa lunare. La più potente astronave finora costruita dall'uomo s'è abbassata fino a 18 chilometri dalla superficie selenica, un primato. "E' fantastico" ha aggiunto Shepard. "Non ho mai visto un paesaggio così selvaggio e desolato". E con la voce rotta dall'emozione: "Credo proprio che domani ce la faremo".

Se tutto andrà come previsto, l'"Apollo 14" atterrerà alle 10,16, ora italiana, di domani. Shepard e Mitchell dovrebbero trasferirsi sul Lem alle 3,13 di stanotte, separarsi dalla cabina orbitante alle 5,50, dopo avere controllato tutti gli strumenti di bordo, e incominciare la discesa alle 10,05. Shepard metterà il piede sull'astro alle 14,53, il quinto uomo a farlo dopo Armstrong e Aldrin e Conrad e Bean: dall'interno del Lem, Mitchell filmerà i suoi primi passi, poi lo seguirà. La "passeggiata" di quattro ore sarà teletrasmessa in presa diretta in tutto il mondo, a colori. Per distinguersi dal compagno, Shepard porterà una fascia rossa al braccio.

Tutto è pronto, dunque, per il terzo appuntamento con la Luna. Un anno e due mesi dopo l'"Apollo 12", l'America sta per raggiungere di nuovo il suo obiettivo. Il dramma dell'"Apollo 13", lo scorso aprile, la "suspense" degli ultimi giorni, sono, se non dimenticati, superati. Rimangono le difficoltà dell'atterraggio "soffice" nell'aerea tormentata di Fra Mauro e della partenza del "Lem" per l'aggancio con la cabina orbitante a missione conclusa. Ma sia a bordo dell'astronave, sia al centro di controllo di Houston regnano la calma e la fiducia.

Questa sera Shepard, Mitchell e Roosa, il quale domani resterà nella cabina orbitante in attesa dei colleghi, riposano. Si sono addormentati verso le 16,30 e si sono risvegliati stanotte, verso le 1. Hanno avuto una giornata faticosa. Alle 3 circa, hanno dovuto correggere la traiettoria dell'Apollo. Subito dopo, Mitchell, che ha una preparazione tecnico scientifica eccezionale, è entrato nel "Lem" per esaminare le batterie. Ieri sera, il centro di controllo di Houston aveva scoperto un difetto in una di esse, e per qualche ora si era temuto che la missione ne fosse minacciata.

E' opportuno parlare brevemente delle batterie del modulo lunare. Ce ne sono sei, quattro per la discesa e la permanenza sul satellite (33 ore e mezzo un altro record) due per la partenza successiva, assai più grandi, sui 55 chili l'una, e con una capacità di 296 ampère-ora. Se inattive fanno registrare 37 volt. Ma ieri sera, in una di esse sono stati registrati appena 36,7 volt. Per un'ora, stamane, Mitchell ha perciò attivato tutto: la batteria debole da sola, insieme con le altre, per il "computer", per le manovre, per la luce e il riscaldamento. "Siete soddisfatti? La missione continua?" ha chiesto alla fine ansiosamente. Da Houston, l'astronauta Engle, che aveva eseguito in precedenza le medesime prove su dei modelli ha risposto: "Sembra che vada tutto bene, proseguite".

Con un sospiro di sollievo, nell' "Apollo 14", gli astronauti, ormai in prossimità della Luna, si sono accinti a entrare in un'orbita ellittica di 115-315 chilometri. Alle 7,47 essi sono scomparsi dietro il satellite, perdendo così le comunicazioni radio con Houston. Alle 7,55 Roosa ha acceso il motore principale di servizio per 6 minuti, e la velocità dell' Apollo è diminuita da quasi 9000 a meno di 6000 chilometri orari.

Quando l'astronave è "riapparsa" dalla faccia nascosta della Luna, 33 minuti più tardi, era esattamente nell'orbita voluta. Mitchell e Shepard sono rientrati nel modulo lunare per i preparativi dello sbarco. Le loro voci sono suonate eccitate alla radio del centro di controllo: "Sembra che potresti cadere nel nulla dai bordi dell'astro" ha detto Mitchell, "l'orizzonte è grigio, infinito...Vedo stelle lontane".

Il primo esperimento della missione, frattanto, aveva avuto esito positivo. Alle 8,40 di stamane il terzo stadio del razzo "Saturno 5" s'è infranto sulla Luna, scavando un cratere di 10 metri di profondità e 60 metri di diametro, e le sue onde sonore sono stati raccolte dai sismografi e trasmesse a Terra. "Ne abbiamo concluso - hanno dichiarato gli scienziati - che la crosta lunare nel punto d'arrivo, quasi 200 chilometri a Sud-Ovest del Mare delle Tempeste, è simile a quella di tutti gli altri punti esaminati". "Ma - hanno aggiunto - attendiamo con ansia lo sbarco di Shepard e Mitchell, perché essi raccoglieranno materiale appartenente al più antico stadio evolutivo del satellite".    (Ennio Caretto)


Il palinsesto televisivo del canale nazionale della RAI su "La Stampa" di venerdì 5 febbraio 1971. In programmazione due "edizioni straordinarie" dedicate all'allunaggio del Lem "Antares" e all'inizio della prima attività extra-veicolare sulla superficie di Shepard e Mitchell (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

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La prima pagina del quotidiano "Avvenire" di venerdì 5 febbraio 1971 (dalla collezione cartacea di Gianluca Atti).

1971/02/05 00:39 IT (1971/02/04 23:39 GMT; 17:39 HO): Sveglia all'equipaggio, preparativi per la discesa sulla Luna e distacco di "Antares" da "Kitty Hawk"

In Italia la mezzanotte è scoccata da trentanove minuti, negli Stati Uniti è ancora giovedì 4 febbraio e sono le 17:39 a Houston, nel Texas. Sono le ore cruciali per la missione di Shepard, Roosa e Mitchell. La Luna scorre sotto i loro occhi ad una quota tra i 108 (pericinzio) e i 314 (apocinzio) chilometri di altezza. Sono trascorse 99 ore e 16 minuti dall'inizio della missione. È la voce di Stuart Roosa a spezzare il silenzio nella sala del Centro di controllo: "Buongiorno Houston, qui Apollo 14". "Buonasera 14, qui Houston. Buonasera Stu (Roosa)", risponde Bruce McCandless, l'astronauta addetto alle comunicazioni (Capcom), "Come e quanto avete dormito?". Risponde ancora Roosa: "Benissimo Bruce. Al (Shepard), sei ore di sonno, Ed (Mitchell), sei ore ed io sei ore". "Ok, Stu. Registriamo, sei ore di riposo ciascuno", risponde il Capcom di turno.

Dopo aver consumato una ricca e sostanziosa colazione, i tre astronauti danno inizio alle ultime e complesse operazioni di controllo che precedono il distacco del Modulo Lunare "Antares" dalla capsula madre "Kitty Hawk". Dopo aver pressurizzato il Lem, alle 03:23 ora italiana, Shepard e Mitchell entrano a bordo di "Antares". L'unica preoccupazione ora per i due astronauti e per i controllori a terra è se il sistema di attracco, che ha precedentemente causato problemi durante le prime fasi del volo verso la Luna, si comporterà regolarmente durante il rilascio tra i due veicoli. Dopo aver ricontrollato minuziosamente, su indicazione da terra, tutte le delicate apparecchiature del Lem e chiuso il boccaporto di comunicazione tra "Antares" e "Kitty Hawk", i due prossimi "pedoni lunari" danno l'arrivederci via radio a Roosa. A 103 ore e quarantasette minuti dal "lift off" da Cape Kennedy, tra le due navicelle avviene la separazione. In Italia sono le 05:50 del mattino, le 22:50 a Houston. Sulla Terra arriva tranquilla, da più di 380.000 km di distanza, la voce del pilota del Modulo di Comando: "Ok Houston, il distacco è avvenuto regolare".

Ora per Alan Shepard e Edgar Mitchell, alla guida del più straordinario, delicato e buffo per certi versi, veicolo costruito dall'uomo, destinato a volare solamente nello spazio, non resta che attendere da terra il "Go for landing", il via libera per l'atterraggio sulla Luna.

 

La separazione di "Antares" dalla capsula madre

 

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La Terra sorge all'orizzonte lunare, vista attraverso uno dei finestrini del Modulo Lunare "Antares" poco dopo il distacco dal Modulo di Comando "Kitty Hawk". Foto AP14-AS14-66-9224, scansione JSC.


Foto AP14-AS14-66-9226, scansione JSC.